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UberEats, food delivery entro 30 minuti

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Nuovo nato in casa Uber, stavolta gli autisti sono impiegati per consegnare il cibo a domicilio ma tutto lascia prevedere nuovi sviluppi a breve.

UberEats, ed è subito cibo - Si chiama UberEats, ed è l’app, parente stretta del più noto Uber, che permette di ordinare piatti da un ristorante a scelta, usufruendo della consegna veloce effettuata da lavoratori autonomi.

Il servizio di food delivery, facilissimo da usare, unisce la possibilità di scelta tra un buon numero di ristoranti di vario genere alla velocità di consegna di Uber. Il fattorino può difatti impiegare al massimo 30 minuti per una consegna. Per il pagamento, tutto avviene attraverso la app, senza costi aggiuntivi né limiti minimi di spesa.

Diffuso in oltre quaranta città in tutto il mondo, UberEats è da ottobre presente anche in Italia. Dopo Amsterdam, Londra, Parigi e Bruxelles è Milano (che, stando a rumors diffusi su LinkedIn sarà seguita a breve da Roma) la quinta città europea e – la prima italiana – a mettere a disposizione dei cittadini il servizio. Che non riguarda solo il cibo: a Melbourne, ad esempio, esiste una versione alternativa, ovvero quella che permette ai clienti di ordinare alcolici a domicilio.

UberEats, come funziona – Il servizio funziona in modo davvero semplice: tramite l’app - il cui profilo di riferimento è collegabile a quello di Uber tradizionale – è possibile vedere i menù dei ristoranti e ordinare un piatto a scelta direttamente da casa. Si può scegliere anche una delle offerte speciali che appaiono nella schermata iniziale. La varietà è molto ampia, i piatti spaziano da semplici insalate e street-food a pietanze più sofisticate, mantenendo in ogni caso un buon livello di qualità, anche per quel che riguarda i prodotti utilizzati nella preparazione.

A consegnare il pasto a casa è un corriere in bicicletta o scooter, che non ha l’obbligo di indossare pettorine o segni distintivi (come avviene per servizi analoghi tipo Deliveroo) e senza limiti di tempo o chilometraggio. E si paga attraverso l’app, con carta di credito o PayPal, senza alcun costo aggiuntivo, con la possibilità anche di controllare tramite geo-localizzazione  il percorso del corriere – in perfetto stile Uber – fino alla consegna dell’ordine. food-delivery

La logica di fondo del servizio è quella per cui il rapporto commerciale è tra corriere e ristoratore, e avviene attraverso la piattaforma Uber che, dal canto suo, trattiene una percentuale.

Food delivery e condizioni dei lavoratori - Il successo che Uber Eats sta avendo – e continuerà ad avere – va collegato al diffondersi di stili di vita sempre più frenetici, che spesso, oltre alla pausa pranzo non concedono molto tempo nemmeno per preparare una cena. Uber Eats non è l’unico, né il primo a consegnare cibo a casa: prima di lui ci sono stati Foodora, Deliveroo e altri ancora.

Ma l’altra faccia della medaglia dell’indiscussa comodità di tali app (che non riguardano solo il cibo) che semplificano la vita ai più, sono le condizioni dei lavoratori della cosiddetta “Sharing Economy” o “Gig economy” (l’economia dei lavoretti) che non sono tutelate da un quadro normativo adeguato. Non esistono ad oggi regolamentazioni condivise e armonizzate a livello Ue che garantiscano la tutela dei diritti.

Nei prossimi anni sarà necessario che Bruxelles dedichi la dovuta attenzione al fenomeno, come sta accadendo nel Regno Unito, dopo grandi proteste, campagne comunicative e azioni sindacali messe in atto da cittadini e sindacati. (photo credit to smartnation.it)

Caterina Tani

 

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