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Twitter si difende, guerra al cyberbullismo

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La strategia di Twitter contro il cyberbullismo
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Come affrontano i social network la questione del cyberbullismo? Ecco le azioni intraprese da twitter, social in difficoltà economica e che tutela l’anonimato.

Social network e cyberbullismo – Tempi difficili per la realtà (virtuale) di oggi. E allora i social network, novelle agorà in cui ci si scambiano pubbliche carezze o insulti, corrono ai ripari. Un po’ sono costretti a farlo per mantenere il proprio parco clienti/utenti, che tende ad assottigliarsi (è il caso di twitter). Ed un po’ per evitare una deriva boccaccesca che nuocerebbe alla quotazione al Nasdaq.

Il social network dell’uccellino blu ha deciso di azionare filtri potenziati per dichiarare guerra al cyberbullismo. Twitter corre ai ripari dopo essere finito nel mirino per l’invasione delle incitazioni all’odio e alla violenza, soprattutto da quando si è chiusa la campagna elettorale americana. E offre agli utenti strumenti di difesa e di denuncia per proteggersi dagli abusi online.

Le innovazioni di Twitter – La multinazionale che cinguetta semplifica le modalità con cui gli utenti possono nascondere i contenuti che non vogliono vedere e per denunciare post offensivi, anche se i messaggi sono diretti ad altri utenti. E assicura che sottoporrà i suo dipendenti a una formazione specifica per identificare eventuali abusi sul social network. Allo stesso tempo, produce una revisione dele modalità con cui è possibile ‘denunciare’ condotte che violino le politiche aziendali, ovvero qualsiasi cosa offenda le persone “in base alla razza, l’etnia, l’origine, l’orientamento sessuale, il genere, l’identità di genere e la religione”.

Il nemico del bon ton telematico si chiama “molestie online”; le incitazioni all’odio sono da tempo uno dei maggiori problemi con cui Twitter è alle prese, ma il problema riguarda anche gli altri social network e dà la misura dei giorni che viviamo. Per chi della visibilità ha fatto un business si tratta di un nodo difficile da gestire.

Molestie e campagna elettorale americana – La campagna elettorale americana ha alimentato il fenomeno, con gli scambi accesi fra il presidente-eletto Donald Trump e Hillary Clinton, e quelli ancora più violenti fra i sostenitori. Dalla vittoria di Trump la scorsa settimana, Twitter è stata invasa da attacchi contro le minoranze, spingendo molti utenti a lamentare l’escalation del fenomeno. Ritorsione politica o c’è dell’altro?

Ma c’è di più. In un contesto in cui l’insulto è ormai sdoganato e reso visibile, quasi fosse un vanto, a tutto il mondo, limitarlo non è agevole né immediato e soprattutto cozza con la libertà di espressione che trova il suo tempio proprio nella rete. La risposta offerta da Twitter è un primo passo ma non è in grado, secondo gli osservatori, di risolvere il problema, e questo anche perché Twitter non vuole limitare la libertà di parola sul suo servizio. La questione è aperta e si attendono soluzioni in grado di conciliare educazione e business.

Andrea Martire

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