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Lavoro e competenze digitali, Italia indietro

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Una ricerca evidenzia il digital divide dei nostri giovani, che non hanno sviluppato una piena consapevolezza digitale. L’Università non aiuta del tutto ed il mondo del lavoro tendenzialmente spende troppo poco in percorsi formativi.

GLI STUDENTI E LA RETE – Tra gli studenti italiani e la rete l’amore è scoppiato ma non è corrisposto. I nostri giovani usano internet sostanzialmente per i social, per chattare con gli amici (vicini e lontani, avrebbe detto Nicolò Carosio), per cercare curiosità e qualche informazione.

Niente di più, nessun approfondimento, scarse competenze digitali, dalla gestione di una campagna pubblicitaria su Google all’ottimizzazione di un testo per i motori di ricerca (il famigerato seo). Praticamente sconosciute le competenze che fanno la differenza, quelle che servono a trovare lavoro. E tra le studentesse il digital divide è anche più pesante: sei su dieci dichiarano di non possedere nessuna conoscenza specificadigital-divide

Lo sconfortante risultato emerge dalla seconda edizione della ricerca “Il Futuro è oggi: sei pronto?” realizzata tra oltre 2.600 universitari dalla University 2 business, società che punta a promuovere la cultura dell’innovazione tra gli studenti. L’Italia si conferma puntualmente in ritardo, ma ciò è ancora più grave se si confrontano le aspettative dei ragazzi con quelle delle imprese che li dovrebbero assumere.

DIGITALE E MONDO DEL LAVORO – Il 59% degli studenti universitari (cioè 6 su 10), ritiene che le competenze digitali siano “essenziali” (19%) o “molto importanti” (40%) per trovare impiego. Le aziende, dal canto loro, individuano tali competenze come decisive: fondamentali per il 51% dei responsabili human resources e molto importanti per il 43%. Senza, in sostanza, è molto poco probabile che un cv venga preso in considerazione.

Si tratta di un vero e proprio grido d’allarme. Come dobbiamo reagire? Il primo passo è rendere i giovani ancora più consapevoli della centralità del web per la loro carriera. Il secondo, dare loro opportunità concrete di conoscerlo. Solo il 30% degli studenti dichiara di saper programmare o stare imparando, solo il 15% di loro lo fa all’interno dell’università. Per la maggioranza si tratta di un percorso da autodidatti, per lo più in Rete. Anche il mondo del lavoro non è esente da responsabilità. Le aziende spendono troppo poco per la formazione; solo una su tre ha sviluppato un percorso di alfabetizzazione al digitale per i propri dipendenti. A dimostrazione, ancora una volta, della centralità dell’educazione digitale e della mission che ci siamo dati.

Andrea Martire

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