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L’app contro lo spreco alimentare, lastminutesottocasa

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L’azienda torinese si specializza nel contrastare lo spreco di cibo. Ha sviluppato quest’app che consente a consumatori ed esercenti di avere reciproco vantaggio rispettando il pianeta. Classico esempio di attenzione all’ambiente unita ad una sana educazione digitale.

LO SPRECO NEL MONDO – I numeri dello spreco alimentare sono inquietanti; circa un terzo del cibo prodotto finisce nel cassonetto (fonte: Fao, rapporto 2015). Questione non di lieve importanza se la guardiamo con gli occhi di Expo; sprecare cibo significa vanificare le risorse utilizzate per produrlo, le emissioni di CO2 immesse nell’atmosfera per trasportarlo, l’energia usata per produrre la plastica della confezione e quella necessaria per smaltire il rifiuto. Sembra paradossale che tutto avvenga in presenza di 800 milioni di persone che letteralmente muoiono di fame. In termini economici lo spreco vale diversi miliardi di euro.

LO SPRECO IN ITALIA – Si spreca perché ci dimentichiamo di avere troppo cibo o perché siamo in prossimità della data di scadenza. In Italia, dove pure i bisognosi non mancano, sprecare roba da mangiare ci costa 8 miliardi, 450 euro a famiglia (fonte: Primo non sprecare, Last Minute Market, Expo 2015). Ovvero l’equivalente del necessario alla sussistenza di 44 milioni di persone, quasi un’altra Italia.

Succede ovunque nel mondo occidentale, che sta iniziando, dopo la lezione di Expo, a contrastare il fenomeno in diversi modi. In Danimarca, ad esempio, è stato istituito un supermarket che vende solo prodotti prossimi alla scadenza commerciale. L’Italia dal canto suo si è dotata lo scorso agosto di una legge nazionale che rende più agevole il ritiro e la somministrazione di generi alimentari che altrimenti andrebbero, irrimediabilmente, perduti. Ma c’è di più, c’è qualcuno che ha avuto l’idea di usare la tecnologia per contrastare il fenomeno della perdita di cibo.

vegetablesLASTMINUTESOTTOCASA – L’approccio è semplice; è un win win win,  direbbe chi sa di marketing. Ci guadagna il negoziante, ci guadagna il cliente, ci guadagna il pianeta. Come funziona? Sostanzialmente, si scarica l’app e ci si registra. Abbiamo due categorie di persone interessate, i negozianti che hanno merce alimentare prossima alla scadenza, e i cittadini che devono fare la spesa. Le due categorie sono suddivise in zone di appartenenza. Quando il commerciante di una data zona posta l’annuncio di vendita di un certo prodotto vicino alla scadenza il prezzo è notevolmente ribassato rispetto a quello appena giunto in negozio. Così il compratore di zona, collegandosi all’app, lo viene a sapere e si reca sul posto a fare l’affare, che è reciproco. L’uno non vede ammuffire il  bene e non se ne deve liberare (rimettendoci dei soldi); l’altro lo compra a prezzi più vantaggiosi (risparmiando dei soldi). E quel bene non finisce in discarica, ovvero non produce rifiuti. Semplice e conveniente allo stesso tempo.  Su lastminutesottocasa sono presenti beni alimentari di parecchie categorie, l’ultima arrivata è la frutta. Un’idea semplice ma importante per il nostro pianeta, un’idea che Digiconsum vuole diffondere.

Andrea Martire 

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