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“La raccomandata senza carta”. Intervista al “papà” di tNotice

Claudio_Anastasio
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Roma, 4 dicembre 2013

Si spedisce dal web, si riceve dal web, ha valore legale e costa pochissimo. In più è gestita da un operatore postale e promette di produrre risparmi ingenti per la Pubblica amministrazione. Così il manager Claudio Anastasio ci parla di tNotice, sistema che consegna, in forma digitale, un avviso di giacenza contenente il codice PIN per il ritiro della raccomandata direttamente dal web, con risparmio di tempo e denaro. Il founder e Ceo della start-up romana selezionata nel 2012 come migliore innovazione dell'anno, ci descrive il suo “prodotto” mettendolo a confronto con il sistema della Posta elettronica certificata, che sarò oggetto del convegno organizzato da Digiconsum il prossimo 10 dicembre alla Camera dei deputati.
Dottor Anastasio, quali sono i principali limiti della Posta Elettronica Certificata?
La Posta Elettronica Certificata (Pec) è un alveo normativo che comprende diverse forme di tecnologia, che ha, però, due limiti sostanziali. l primo è “genetico” ed è, cioè, legato all'impossibilità di utilizzare la Pec per spedire a indirizzi e-mail generici in Italia e nel mondo. Un secondo ordine di problemi deriva dal fatto che la Pec non contiene la firma del destinatario. Quindi, in sostanza, ciò che la Pec fa è dare un valore legale di data e ora certa di spedizione, di consegna e trasmissione andate a buon fine. Vale a dire esattamente quello che fanno tutti quei processi di comunicazione – quali il fax, telegramma, la raccomandata e la notifica – che hanno un grado di certezza diversi tra loro. Nonostante ciò un fax – e la sua forma digitale Pec – non sono equivalenti ad una raccomandata. Infatti, per questa tipologia di strumento mancano sia i termini di giacenza del ritiro che la firma di ricevuta del destinatario.

Come funziona tNotice e in cosa differisce dalla Pec?
tNotice è un testo, normativamente equivalente alla posta raccomandata tradizionale, che rispetta tutti gli altri processi di posta o posta elettronica. Prevede la giacenza della comunicazione e il ritiro con firma da parte del destinatario. In pratica, il mittente spedisce la comunicazione dal Web a un qualsiasi indirizzo email presso il quale arriva un avviso di giacenza, che rimane tale per 30 Giorni. Il destinatario può ritirare la giacenza da casa, dal pc, perché lo sportello diventa virtuale – diventa il web – e nel farlo firma con firma elettronica semplificata normata nel CAD, che è poi equivalente alla firma in calce sulla cartolina di ritorno. In aggiunta, quando il processo di consegna si conclude, essendo tutto digitale, tNotice restituisce al mittente un certificato postale forense più completo della semplice cartolina di ritorno perché oltre a tracciare tutto il contenuto – i passaggi di consegna, gli avvisi di giacenza solleciti ritiri che vengono fatti – viene certificato anche il contenuto della comunicazione a norma della sentenza della cassazione 10021 del 2005 che ha ribaltato/invertito l'onere della prova a carico del mittente.
Quali potrebbero essere, limiti invece, eventuali problematiche relative all'utilizzo di tNotice?
I Limiti di tNotice sono principalmente culturali. Sotto l'aspetto tecnologico ha gli stessi limiti che può avere la Pec: la comunicazione è in formato elettronico quindi ci possono essere problematiche di carattere tecnico che si innescano, ad esempio, nel fallimento della consegna. Il vantaggio rispetto alla Pec è che, considerato che, come già detto, il periodo di giacenza dura di 30 giorni, è difficile che eventuali problemi tecnici e disservizi siano presenti per tutto il periodo in questione. La Pec, quando va incontro a un disservizio, viene rimessa in coda e di nuovo recapitata ma è un'operazione che viene fatta nell'arco temporale di consegna. Invece tNotice è più robusta perché ha comunque un tempo di giacenza di 30 giorni. Per quanto riguarda le problematiche delle classi sociali informaticamente più “analfabete” – almeno rispetto alle generazioni più giovani – va ricordato che tNotice, a differenza di quanto avviene con la Pec, dà l'opportunità di essere spedita a un indirizzo geografico fisico. In questo modo, arriva a destinazione una busta autoimbustante (come quella che contengono i codici PIN del bancomat), al cui interno si trova il codice PIN per ritirare la comunicazione dal Web.
Quindi una persona anziana che ha difficoltà ad utilizzare Internet, riceve al suo indirizzo geografico con il codice PIN. A quel punto può o ritirarla collegandosi sul Web, o altrimenti, è laddove la persona in questione non avesse dimestichezza con internet si può rivolgere al Caf o altri centri sul territorio per la produzione della stampa della raccomandata. Tale procedura è allineata a quanto già in uso da parte di tutti i pensionati che per ritirare il Cud dell'inps vanno al Caf con il codice PIN.

Quale è la situazione all'estero? cosa avviene negli altri paesi dell'UE?
La situazione all'estero è eterogenea, per due ragioni: prima perché il mercato postale è regolamentato a livello europeo dal 2011, poi perché il Parlamento Europeo ha deliberato un nuovo regolamento immediatamente attuativo per gli Stati membri, il regolamento numero 910/2014 (17 settembre 2014), conosciuto come Eidas, che sarà completamente attuativo il 1 luglio 2016 con il quale ha “normato” le nuove caratteristiche delle comunicazioni elettroniche con valore legale in tribunale. tNnotice aderisce da subito a tutte le nuove normative, cosa che non fanno la Pec italiana o la Rem europea (Registered Electronic Mail) perché queste ultime mancano di interpolabilità, invece la caratteristica tNotice, che può essere spedita a qualsiasi indirizzo email generico, consente allo strumento relativo di essere interpolabile in tutta l'Ue.
Si tratta del primo strumento normativamente aderente anche al nuovo regolamento europeo che diventerà completamente attuativo il 1 luglio del 2016.

Negli altri Paesi c'è qualcosa di analogo?
C'è qualcosa di analogo alla Pec ma anche quello non va più bene con il nuovo regolamento , entro il primo luglio 2016 tutti gli stati membri si devono dotare di strumenti di comunicazione elettronica interpolabili.

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