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Il Successo dell'Accademia della Crusca sul Web

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Roma, 7 ottobre 2014

Contro la semplificazione e l'approssimazione del linguaggio della rete, l'Accademia della Crusca combatte la sua battaglia. L'Istituzione, che dal 1583 costituisce un autentico bastione dell'italiano, è riuscita ad affermarsi sul Web come punto riferimento per chi cerca di mantenere un modo di scrivere degno dell'antica tradizione della nostra lingua. La chiave del suo successo è l'elaborazione di una strategia digitale efficace, fatta di un approccio diversificato e lungimirante al Web e di un atteggiamento agile e disponibile nei confronti del suo “popolo”.

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È dal 2012 che l'Accademia corregge ed istruisce i naviganti della rete, utilizzando le sue pagine Facebook e Twitter, il proprio sito Web e anche Youtube, in una curiosa mescolanza tra antico sapere e moderne tecnologie. Il suo modus operandi si incentra su tre pilastri: fornire pareri sull'uso corretto di verbi e preposizioni, dispensare consigli individuali a chi ne richiedesse e prendere nota dei cambiamenti semantici rilevabili sul Web – alcuni dei quali destinati a rimanere sterili, altri a proseguire il loro cammino innovatore. Il tutto è condito una buona dose di umorismo.
Sebbene siano interconnessi, gli account Twitter e Facebook sono gestiti separatamente, e chi li amministra fa largo uso di vignette satiriche, illustrazioni e delle cosiddette «#CartolinedallaCrusca» (cartoline digitali speciali contenente domande e risposte sull'uso corretto della lingua). Essi contano, rispettivamente, 17.000 follower Twitter e oltre 150.000 Facebook.

La versione digitale dell'antica istituzione ha avuto finora un insperato successo. Esso è sicuramente merito dell'impegno degli addetti ai lavori, ma corrisponde ad un autentico e spontaneo interesse degli utenti. Se è vero, infatti, che sembrano ormai segnate le sorti di apostrofo e congiuntivo – ritrovatisi a lottare contro una formidabile coalizione di smile, nickname e abbreviazioni/acronimi vari – è anche vero che molti utenti della rete sentono il bisogno di distanziarsi dal mare di sgrammaticature che la caratterizza e di ritrovare se non l'eccellenza della lingua italiana almeno un accettabile modello espressivo della stessa.

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