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Go Rando, l’estensione che svia i big data

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Realizzato lo strumento per fuorviare la profilazione dei target, utenti del digitale avranno vita più libera?

BIG DATA E PRIVACY - Tempi duri per gli analisti dei big data; gli “spioni informatici”, veri cercatori d’oro dei nostri tempi, rischiano di avere, da oggi, vita più difficile. Avete presente quel gesto, a volte poco ragionato, a volte fortemente partecipato, dell’inserire la vostra reazione (per gli amici di Zuckeberg; stiamo parlando del like…) a un post o a una pagina? Non è indifeso, contribuisce a determinare quali pubblicità e quali inserzioni vi saranno propinate dai social media.

Solo qualche giorno fa, Facebook celebrava il primo anno di Reaction, comunicando che la più usata di tutte è, forse non inaspettatamente, il cuore. Il che, ovviamente, oltre a dare una curiosa indicazione sulle abitudini degli utenti, è un modo per Menlo Park di scoprire come si muovono i suoi utenti sulla piattaforma e quali emozioni tendono ad esprimere rispetto ai contenuti in cui si imbattono. Quest’incantesimo, automatico e non richiesto, sta per subire una brusca battuta d’arresto. like

GO RANDO, LA RISPOSTA – Ora esiste Go Rando, un’estensione per i browser che mischia le carte, o meglio le Reaction, in tavola. L’ideatore è Benjamin Grosser, il cui obiettivo è proprio quello di “offuscare” le reazioni ai vari post. Una volta scaricata la web app, questa sceglierà una reazione al posto dell’utente, con un solo obiettivo: rendere il conteggio finale livellato, in modo da fornire un risultato neutro e bilanciato agli occhi degli analisti di big data, chiunque essi siano (Facebook stesso, o parti terze). Ma se non volete un’attribuzione casuale di Reaction, invece che premere like e aspettare che Go Rando scelga, si può selezionare l’icona che si preferisce.

Anche in questo caso però, il feedback inviato a Facebook sarà un altro. La parola d’ordine è confondere, alterare (e alternare) le Reazioni, in modo che si delineino gusti e abitudini degli utenti.

GO RANDO, I DATI - Lo strumento sembra dunque nato per un fine negativo anziché positivo. Non sappiamo quanto Go Rando migliorerà le nostre vite. Sottrarre alla piattaforma alcuni dei dati grazie ai quali propone questa o quella notizia nel News Feed o scegliere una pubblicità invece che un’altra potrebbe essere una “liberazione” per l’utente, che potrebbe un giorno davvero vedersi sottoporre video e notizie davvero rilevanti. Almeno finché qualche gigante del settore non acquisti Go Rando.

Andrea Martire

 

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