/ Agenda Digitale / Agenda digitale, l'Italia arranca in Europa

Agenda digitale, l'Italia arranca in Europa

italia-europa
Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Share on LinkedInShare on TumblrShare on RedditEmail this to someone

L'Europa digitale fa progressi ma l'Italia ne fa molti meno. È questo il sintesi il bilancio tracciato dal rapporto “Progress Report Digital Agenda Targets 2014”, relativo agli avanzamenti nell'Agenda digitale europea, stilato dalla Commissione Ue per verificare i progressi e lo stato di attuazione dei 101 obiettivi da raggiungere entro il 2015 nella diffusione delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione.

italia-europa

Così, a leggere i dati prodotti dal nostro Paese e aggiornati a fine 2013, se il 99% delle abitazioni e l'88% delle zone rurali sono raggiunte da banda larga, il problema grosso è quello della velocità di connessione. Soltanto il 21% delle case può vantare una copertura di linea da almeno 30 Mbps (megabit per secondo), ben al di sotto della media europea del 62%. Un ritardo infrastrutturale, questo, che pesa anche sullo sviluppo delle aree depresse. Questo implica che le linee che superano il 30 Mbps siano soltanto l'1% del totale, contro il 21 mediamente registrato in Europa.

 

Praticamente assento i collegamenti da 100 Mbps, mentre la copertura 4G LTE per i dispositivi mobili del Belpaese è accessibile soltanto al 39% dei cittadini. E se nel 2012 l'Italia era al 10% resta ancora molto da fare per risalire la china ci una media continentale al 59%. “Abbiamo risolto il problema dell'accesso a internet ma il divario non si è colmato. Senza l'impegno di tutti a fare di più, rischiano di emergere in Europa sacche di analfabetismo digitale” ha detto la vicepresidente e commissaria uscente Neelie Kroes .

Di risultati bel al di sotto della media Ue purtroppo se ne trovano altri scorrendo in report: significativo quello relativo ai “regular internet users”, utenti della rete almeno una volta alla settimana. I questi campo peggio degli italiani fanno soltanto rumeni, bulgari e greci. Nel nostro Paese il 34% della popolazione nel 2013 continua a non aver mai avuto nulla a che fare col web usa la rete una volta a settimana soltanto il 36% degli abitanti, contro una media europea del 72% e contro l'eccellenza svedese e olandese, ben oltre l'80.
Non va meglio sul fronte delle competenze digitali: basse o inconsistenti (su dati 2012) per il 60% degli italiani, con la percentuale che balza di 15 punti (75%) per pensionati, fasce poco istruite e disoccupati.Si spiega dunque anche la “performance” relativa all'uso dell'ecommerce.

Solo il 20% dei nostri concittadini ricorre a questa modalità di acquisto, mentre l amedia un Europa è del 47%. D'altro canto anche le imprese sono indietro, dal momento che si registra addirittura un calo – al 12% – di quelle che vendono in rete i loro beni e servizi.

E se il comparto sanitario è l'unico ad attestarsi su medie europee, i passi avanti nella Pubblica amministrazione (il 21% dialoga on line con la burocrazia) non consentono all'Italia di ritenersi soddisfatta, dal momento che il distacco con la media comunitaria è ancora a due cifre.

La strada ancora lunga per un Paese che stanzia per il digitale lo 0,7% del Pil contro una media Ue dell'1,2% (dati 2010) con 2,1 miliardi.

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Share on LinkedInShare on TumblrShare on RedditEmail this to someone

Commenti

comments

0 COMMENTA

Scrivi qui il tuo messaggio

Your email address will not be published. Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>